La pronuncia della G e della J nel portoghese brasiliano

Ciao a tutti! Oggi parleremo delle consonanti J e G (gê o guê) nella pronuncia del portoghese brasiliano. Per aiutarvi a capire meglio le differenze, useremo l’Alfabeto Fonetico Internazionale, conosciuto con la sigla IPA.

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(crediti: web)

Nel portoghese brasiliano la J (fricativa postalveolare sonora) viene pronunciata sempre allo stesso modo:

/ʒ/ = jornalista, hoje, jantar (giornalista, oggi, cenare)

La fricativa postalveolare sonora /ʒ/ non è presente nella lingua italiana, tranne che nelle parole di origine straniera come garage e gigolo. Tuttavia, è possibile trovarla nei dialetti toscani (disagio /diˈzaːʒo/), sardi (cìxiri / t͡ʃiʒiri/) e liguri (xoâ /ʒwa:/).

La g invece può essere pronunciata in due modi secondo l’ambiente fonetico in cui si trovi. Quando seguita dalla e o i ha lo stesso suono della J /ʒ/:

/ʒ/ = geleia, girafa (marmellata, giraffa)

Quando seguita dalla a, o, u è un’occlusiva velare sonora [g], esattamente come in italiano:

/g/ = gato, gosto, gula (gatto, gusto, gola)

Quando seguita dalla u + e o i (gue, gui) è anche un’occlusiva velare sonora [g] è ha lo stesso suono della gh + i o e (ghi, ghe). La u, in questi casi, non è pronunciato:

/ge/ – guerra, gueto (guerra, ghetto)

/gi/ – guia, guilhotina (guida, ghigliottina)

Però, nella combinazione gua e guo la u è pronunciata e abbiamo [gwa]  e [gwo]:

/gwa/ = guaraná

/gwo/= ambíguo

Riassunto:

Ja [ʒa] ga [ga] gua [gwa]
Je [ʒe] ge [ʒe] gue [ge]
Ji [ʒi] gi [ʒi] gui [gi]
jo [ʒo] go [go] guo [gwo]
Ju [ʒu] gu [gu]

Até breve e bons estudos!

 

 

Quando usare gli articoli indeterminativi nella lingua portoghese?

L’articolo indeterminativo (artigo indefinidoum e le sue varianti uns, uma, umas, come abbiamo visto nel post precedente, è la parola che indica una cosa generica e indefinita, la quale ancora non conosciamo.

Artigos definidos

  • Roberto tem um amigo italiano – Roberto ha un amico italiano
  • A menina tem uma bolsinha – La bambina ha una borsettina 
  • Ele tem uns relógios muito caros – Lui ha degli orologi molto costosi
  • Carla tem umas blusas coloridas – Carla ha delle magliette colorate

Gli articoli indeterminativi umumaunsumas, quando indicano una quantità indeterminata, sono tradotti in italiano dalle forme articolate della preposizione di (cioè del, dello, della, delle):

  • Tenho uns livros antigos – Ho dei libri antichi    
  • Coloque um pouco de sal na salada – Metta del sale nell’insalata

Até breve e bons estudos!

La leggenda della sirena Iara

Iara o Uiara, anche denominata Mãe-d’água (Madre dell’acqua), è una creatura acquatica del folklore brasiliano, con l’aspetto di donna nella parte superiore del corpo e di pesce in quella inferiore, dotata di una bellezza molto affascinante e seducente. Attira facilmente a sé gli uomini tenendo le parti superiori fuori dell’acqua, stregandoli con il suo bel viso e le sue dolci canzoni magiche.

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(crediti: web)

La sua forza di seduzione è così potente che basta uno sguardo, un richiamo e gli uomini vanno dritto al suo incontro. Infatti, loro credono che vivranno delle esperienze d’amore allucinanti e sfrenate con l’incantevole donna. Tuttavia le intenzioni di Iara sono maligne e mortali, quello che vuole, in verità, e trarli verso la morte. Sono pochi quelli che riescono a scampare all’incantesimo dell’affascinante sirena, tanti impazziscono dopo essere stati stregati da lei. Soltanto uno sciamano (pajé) o un guaritore (curandeiro) possono farli guarire in modo permanente.

Dice la leggenda che, prima di diventare una sirena, Iara era una bella e coraggiosa indigena, la cui bravura suscitava l’invidia degli altri nella tribù, in specie quella dei suoi fratelli. Suo padre era uno sciamano e apprezzava tutto quello che Iara faceva, aumentando ancor di più la rivolta dei suoi fratelli che, sopraffatti dall’invidia e dalla gelosia, decisero di ucciderla.

Una sera, mentre Iara giaceva sul suo letto, sentì i suoi fratelli entrare di nascosto nella sua tenda; essi avevano intenzione di ucciderla. Guerriera tenace, cercò di difendersi a tutti i costi, finendo, così, per ucciderli. Rendendosi conto della gravità della situazione e temendo la reazione del padre, fuggì disperatamente nei boschi. Suo padre la cercò incessantemente finché non la trovò. Come punizione per quello che aveva fatto, Iara fu gettata nel punto d’incontro dei fiumi Negro Solimões. Tuttavia i pesci portarono il suo corpo alla superficie dell’acqua che, sotto i raggi della luna piena, si trasformò in una bellissima sirena con i capelli lunghi e gli occhi verdi.

Da allora Iara rimase nelle acque seducendo irresistibilmente gli uomini e uccidendoli. Si ritiene che, ad ogni fase della luna, lei appaia adornata di squame diverse, distendendosi sui sassi dei fiumi per giocare con i pesci. Alcuni pescatori dicono di averla vista pettinare i suoi lunghi capelli dorati, mentre ammirava il suo riflesso sullo specchio d’acqua.

La leggenda di Iara è conosciuta in tante regioni del Brasile. Infatti, ci sono tante testimonianze di pescatori che raccontano storie di uomini che cederono al suo incantesimo e finirono per morire trascinati dall’incantesimo della seducente sirena.

Arrivederci e buona lettura

 

 

Fulano, Beltrano e Sicrano

Avete mai sentito i vocaboli Fulano, Beltrano e Sicrano? Vi vengono in menti dei termini simili nella lingua italiana? Avete risposto “Tizio, Caio e Sempronio”? Corretto! I suddetti termini sono pronomi di trattamento che indicano un soggetto sconosciuto. Queste forme, di origini diverse, servono a designare una persona la quale non si ha intenzione di nominare o il cui nome non si sa. Quando parliamo di una sola persona, usiamo “fulano” (fem. fulana). C’è anche il diminutivo adoperato in senso assai peggiorativo “fulaninho/a“.

fulano

                                           

O fulano chegou tarde na festa.

Usiamo gli altri dopo aver usato il primo.

Fulano e beltrano foram nomeados para o novo cargo.

oppure,

 Fulano, beltrano e sicrano chegaram atrasados à comemoração.

Il pronome “Fulano viene dall’arabo fulán e significa qualcuno (alguém), cioè un certo individuo. “Beltrano  proviene probabilmente da un nome proprio Beltrão, con terminazione –ano per fare rima con “Fulano. Secondo il  filologo João Ribeiro, si tratta di un nome usato nei romanzi cavallereschi per indicare una persona non definita. “Sicrano” ha origine incerta e forse proviene dal pronome “Fulano”. Riguardo all’ordine in cui usiamo tali pronomi di trattamento, secondo il grammatico Celso Luft, possiamo dire “fulano, sicrano e beltrano”. Secondo altri grammatici “fulano, beltrano e sicrano”.

Espressioni simili in altre lingue (Wikipedia):

* Пера, Жика и Мика (Pera, Žika i Mika) – Serbo
* Pierre, Paul ou Jacques — Francese
* Sulio i Pulio (Сульо и Пульо) – Bulgaro
* Hinz und Kunz –Tedesco
* Kreti und Pleti – Tedesco
* Hans und Franz –Tedesco
* Jan en Alleman – Jan, Piet & Klaas — Olandese
* Fulano, Zutano, Mengano y Perengano (usually the first three only) –Spagnolo
* Tizio, Caio e Sempronio – Italiano
* Gud og hvermann – Norvegese 
* Иванов, Петров, Сидоров (Ivanóv, Petróv, Sídorov), каждый встречный и поперечный (kázhdy vstréchny i poperéchny) – Russo
* Are, Oore, Shamsi Kooreh – Persiano
* Andersson, Pettersson och Lundström – Svedese 
* فلان وعلان (fulaan wa-`allaan), كل من هبّ ودبّ (kull man habba wa-dabba) – Arabo

Bons estudos e até breve!